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Coronavirus, ecco la circolare: come funzionano i tamponi rapidi nelle scuole



ministero della salute

Saranno utilizzati soprattutto per arrivare a una «diagnosi differenziale» nei casi sospetti di influenza o Covid che spesso hanno gli stessi sintomi. Bocciati i test salivari, che, «allo stato attuale delle conoscenze, difficilmente si prestano allo screening rapido di numerose persone in quanto richiedono un laboratorio attrezzato»

di Marzio Bartoloni

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Saranno utilizzati soprattutto per arrivare a una «diagnosi differenziale» nei casi sospetti di influenza o Covid che spesso hanno gli stessi sintomi. Bocciati i test salivari, che, «allo stato attuale delle conoscenze, difficilmente si prestano allo screening rapido di numerose persone in quanto richiedono un laboratorio attrezzato»

2′ di lettura

I tamponi rapidi entrano in classe per scoprire contagi al Covid tra studenti e prof nel giro di 15 minuti. E potranno evitare la quarantena delle classi e la chiusura delle scuole con le Asl che alla luce dei risultati – ad esempio un solo positivo e tutti negativi – potranno decidere di far continuare le lezioni. Dopo il via libera di ieri del Comitato tecnico scientifico il ministero della Salute in una circolare sdogana l’uso dei test rapidi antigenici per le diagnosi di Covid «con particolare riguardo al contesto scolastico». Con il commissario per l’emergenza Arcuri che sempre ieri ha dato il via alla gara veloce per acquistare 5 milioni di test rapidi.

Test rapidi affidabili, test salivari no

In cinque pagine la circolare ricorda come il tampone naso-farigneo tradizionale, quello che dà la risposta nel giro di 24-48 ore, resta lo strumento più affidabile e l’unico utilizzabile per confermare i casi di positività, ma i test antigenici (chiamati anche tamponi rapidi visto che il prelievo avviene nello stesso modo) si sono però dimostrati nel tempo efficaci nello scoprire i contagi quando la carica virale è alta e il prelievo dei campioni è recente («fresco»). Una affidabilità – sottolinea la circolare – ancora non raggiunta dai test salivari, che, «allo stato attuale delle conoscenze, difficilmente si prestano allo screening rapido di numerose persone in quanto richiedono un laboratorio attrezzato» (a differenza di quelli antigenici). Per ora questi test, più adatti per i bambini più piccoli, saranno testati dal Lazio tra i piccoli tra i 3 e i 6 anni. Al contrario i tamponi rapidi testati già massicciamente negli aeroporti – nonostante il rischio di «falso-positivi» e «falso-negativi» – sono stati in grado finora di intercettare «un rilevante numero di contagiati, probabilmente con alte cariche virali, che non sarebbero stati individuati in altro modo».

Con i test rapidi decisioni più rapide sulle quarantene

Ecco perché si utilizzeranno da ora in poi nelle scuole soprattutto per arrivare a una «diagnosi differenziale» nei casi sospetti di influenza o Covid che spesso hanno gli stessi sintomi, anche perché «è del tutto lecito assumere che la frequenza di episodi febbrili nella popolazione scolastica nel periodo autunnale e invernale sia particolarmente elevata, e che sia necessario ricorrere spesso alla pratica del tampone». Grazie ora ai test rapidi oltre a individuare i casi positivi e tracciare tutti i contatti sarà più facile prendere «la decisione di applicare o meno misure quarantenarie in tempi brevi e con un risparmio notevole di risorse, evitando un eccessivo sovraccarico dei laboratori di riferimento».