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MIRELLA SOMMELLA SAN MARINO: Alitalia, la Newco non decolla ma è in arrivo nuova richiesta di cig per 6.800 lavoratori

MIRELLA SOMMELLA SAN MARINO



il salvataggio

Non c’è accordo nel governo sulla composizione del cda della nuova società pubblica. Il commissario ha pronta la lettera per prolungare fino al 31 marzo la cigs che scade a fine ottobre

di Gianni Dragoni

(ANSA)

Non c’è accordo nel governo sulla composizione del cda della nuova società pubblica. Il commissario ha pronta la lettera per prolungare fino al 31 marzo la cigs che scade a fine ottobre

4′ di lettura

La Newco Alitalia non decolla. La nuova compagnia pubblica non esiste. Non è ancora stata costituita dal Mef, perché non c’è accordo nel governo su tutte le poltrone da assegnare nel consiglio di amministrazione. Intanto per i lavoratori della compagnia in amministrazione straordinaria è in arrivo una nuova richiesta di cassa integrazione: potrebbe essere prolungata fino al 31 marzo 2021 per i 6.828 dipendenti già in cigs.

Le esternazioni di De Micheli e Patuanelli Le dichiarazioni del governo sulla nascita della Newco – che sarebbe dovuta partire il primo giugno scorso – ormai non fanno fede, non sono attendibili. Il 23 settembre la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli (Pd), ha detto: «Confermo che su Alitalia siamo alla firma del decreto di istituzione degli organi sociali e dello statuto; però è un decreto che non firmo da sola, ma siamo alla firma». Il 15 settembre il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli (M5S), era stato tassativo: «Credo che questa possa essere la settimana giusta per il decreto di costituzione della Newco. È questione di giorni, non di settimane». Intanto sono passate due settimane.

Manca il decreto interministeriale Della Newco il governo si è occupato con tre decreti legge, il Cura Italia di marzo, il Rilancio di maggio, in parte modificato dal decreto Agosto (che è ancora all’esame del Senato in prima lettura). La Newco avrà un capitale iniziale di 20 milioni di euro e una dotazione a regime di tre miliardi (attraverso ricapitalizzazioni successive). La società deve essere costituita da un decreto del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (Pd), che però non decide da solo. Occorre il «concerto», cioè la controfirma, di altri tre ministeri: nell’ordine Mit (De Micheli, Pd), Mise (Patuanelli, M5S) e Lavoro (Nunzia Catalfo, M5S). La procedura per approvare il decreto però si è incagliata nella navetta fra questi ministeri.

Non c’è accordo politico sul cda Manca l’accordo sulla composizione delle poltrone del cda, in particolare tra i Cinque stelle. Secondo le ultime notizie nel cda non dovrebbe esserci un rappresentante dei lavoratori, al contrario di quanto aveva affermato nei mesi scorsi Patuanelli. Questo ha fatto irritare i sindacati confederali (Cgil-Cisl-Uil), che spesso vanno ad incontri riservati con il governo insieme alla sigla di destra Ugl, mentre sono escluse le altre sigle che rappresentano lavoratori Alitalia.

I vertici annunciati via Facebook Neppure i vertici si sono insediati. Dopo un lungo braccio di ferro sulla scelta dei vertici, il 29 giugno il presidente del Consiglio, Antonio Conte, ha annunciato che il presidente della nuova Alitalia sarà Francesco Caio e l’a.d. Fabio Maria Lazzerini. L’annuncio è stato dato via Facebook. Nessuno nel governo ha fatto commenti. I due manager hanno anche partecipato a riunioni al Mef per stendere le linee guida del piano industriale (elaborate dagli advisor Oliver Wyman e Deloitte) e il 10 settembre sono andati in audizione alla commissione Trasporti della Camera, ma non sono stati nominati, dunque non hanno alcun potere.

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