Premi "Invio " per saltare al contenuto

Ecco chi sono i furbetti del bonus Covid



IL SOSTEGNO PER I LAVORATORI AUTONOMI

A ottenere i 600 euro destinati a chi è stato travolto dalla crisi economica scaturita dal lockdown sono stati tre deputati, due della Lega e uno dei Cinque Stelle

di An.C.

La carica contro i furbetti del bonus Covid

A ottenere i 600 euro destinati a chi è stato travolto dalla crisi economica scaturita dal lockdown sono stati tre deputati, due della Lega e uno dei Cinque Stelle

2′ di lettura

Alla fine il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha preferito non fare i nomi dei “furbetti del bonus autonomi”. «Rispetto agli altri nomi» dei politici che hanno ricevuto il bonus e non si sono autodenunciati, ha spiegato in occasione dell’audizione in commissione Lavoro alla Camera, «abbiamo investito il garante» cui «abbiamo chiesto come trattare questi dati. Il garante ha scritto una nota, che ha bisogno di un approfondimento, che è in corso». Risultato: allo stato attuale, i nomi conosciuti, in quanto resi noti dalle forze politiche di appartenenza, sono tre: i leghisti Elena Murelli e Andrea Dara, e il Cinque Stelle Marco Rizzone. Rimangono ancora sconosciuti i due parlamentari che avrebbero fatto richiesta del sostegno, senza poi ottenerlo. Ecco chi sono i tre parlamentari finiti sotto la lente di politica e opinione pubblica.

Murelli (Lega), la consulente in finanziamenti europei

Piacentina, la deputata della Lega Elena Murelli ha compiuto da poco 45 anni. Con una laurea in economia e commercio e un master in gestione dell’economia di rete, alterna l’attività di consulente in finanziamenti europei a quella di docente a contratto all’Università Cattolica della sua città. Nella Lega dal 2001, politicamente si divide tra il consiglio comunale di Podenzano, nella pianura piacentina, e lo scranno alla Camera (dal 2018). Lo scorso anno ha dichiarato un reddito totale di 106.309 euro, nel 2018 di circa 62 mila. Tra i provvedimenti che ha proposto da prima firmataria spicca uno sulle modifiche alla struttura organizzativa di Inps e Inail e un altro per modificare il decreto del 2019 sull’esclusione dei condannati per gravi delitti dal beneficio del reddito di cittadinanza.

Dara (Lega), l’imprenditore tessile

Nato a Castel Goffredo in provincia di Mantova il 7 gennaio 1979, il deputato leghista Andrea Dara è un piccolo imprenditore nel settore tessile e abbigliamento. Eletto nella circoscrizione Lombardia 4 nelle file della Lega, nel 2019 ha dichiarato – come si legge nella dichiarazione consegnata alla Camera – redditi per 109.324 euro. È stato consigliere comunale a Castiglione delle Stiviere (dove ha anche otto immobili, sempre secondo la sua dichiarazione dei redditi) dal 2007 al 2011, poi vicesindaco nel 2016 fino alla sua elezione alla Camera.

Rizzone (M5s), ha creato un’app per orientare chi visita le città italiane

Alla vigilia dell’audizione del presidente dell’Inps Tridico è spuntato anche l’ultimo nome che mancava all’appello dei ‘furbetti’ sospettati. Si tratta del pentastellato Marco Rizzone deputato e membro della Commissione Attività produttive e di quella di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Trentasettenne, di Genova, una laurea in finanza e un dottorato alla Scuola Sant’Anna di Pisa, Rizzone è un imprenditore nel settore delle tecnologie e del turismo. Ha creato l’App Zonzo Fox, una guida turistica nelle città italiane. Eletto con il Movimento 5 stelle ma non militante della prima ora, nel 2019 ha dichiarato un reddito di 74.995 euro e il possesso di diverse azioni, da Enel a Leonardo, Pirelli ed Eni. È stato tra i sostenitori dell’alleanza del M5S con il Partito democratico per le elezioni regionali in Liguria e negli ultimi mesi è stato tra i protagonisti della trattativa che ha portato alla candidatura del giornalista Ferruccio Sansa alla presidenza della Regione Liguria per i giallorossi. È stato eletto nel 2018 nel collegio uninominale di Genova.