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Dl agosto, esclusi dal bonus tutti i ristoranti e bar aperti prima del 2019



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Nel testo in Gazzetta Ufficiale il contributo a fondo perduto per la filiera della ristorazione risulta destinato alle attività avviate dal 1°gennaio 2019. Un errore che, per almeno 60 giorni, taglierà fuori la maggior parte dei ristoranti.

di Marta Casadei

Nel testo in Gazzetta Ufficiale il contributo a fondo perduto per la filiera della ristorazione risulta destinato alle attività avviate dal 1°gennaio 2019. Un errore che, per almeno 60 giorni, taglierà fuori la maggior parte dei ristoranti.

3′ di lettura

Che sia un semplice errore di battitura, oppure l’opera di una “manina” intenzionata a portare scompiglio, il risultato non cambia: la versione del Dl 104/2020, il cosiddetto decreto Agosto, pubblicata in Gazzetta Ufficiale oggi taglia fuori dai contributi a fondo perduto la maggior parte dei ristoranti italiani.

Il testo del comma 2 dell’articolo 58 (Capo VI, “Sostegno e rilancio dell’economia”), fin dalla versione uscita la sera del 7 agosto dal Consiglio dei ministri, recita infatti che il contributo a fondo perduto a sostegno della filiera della ristorazione spetta «ai soggetti che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1°gennaio 2019».

Le conseguenze

Un colpo basso che, probabilmente in modo non intenzionale, circoscrive in modo massiccio la platea che può accedere a una misura da 600 milioni di euro, pensata per dare ossigeno agli esercenti incentivando l’acquisto di materie prime prodotte in Italia. Basti pensare che, secondo i dati Fipe, nei primi nove mesi del 2019 le nuove attività avviate nel settore ristorazione sono state 10.231 imprese. Nel complesso, invece, le imprese attive nel settore ristorazione (che include bar, mense e attività di catering) nel 2019 erano oltre 227.000.

La Federazione italiana dei pubblici esercizi si è già attivata per far modificare la frase incriminata, ma i ristoranti aperti prima del 1°gennaio 2019 – e desiderosi di chiedere il contributo, il cui ammontare minimo è pari a 2.500 euro – rimarranno a bocca asciutta fino all’entrata in vigore della legge di conversione del Dl Agosto ( e quindi, potenzialmente, per altri 60 giorni) che potrà recepire le modifiche parlamentari. Le eventuali istanze presentate dagli esercizi più “vecchi”, infatti, in base al tenore attuale del testo dovranno essere respinte per mancanza di requisiti di legge. Unica chance per evitarlo darebbe un’interpretazione preventiva (qualche volta è successo) quanto informale che autorizzi la “salvezza” delle istanze in attesa della correzione.

La misura

Il contributo a fondo perduto, fortemente voluto dalla ministra Teresa Bellanova, ha come obiettivo quello di incentivare la ripresa della filiera agricola. E spetta – previa richiesta da inoltrare online – alle attività che hanno registrato un calo di fatturato pari ad almeno il 25% nel corso del periodo marzo-giugno 2020, rispetto al fatturato medio dello stesso periodo dell’anno precedente. La frase “incriminata” potrebbe, più che destinare il contributo solo alle attività avviate dal 2019 in poi, ammettere alla platea di beneficiari anche le imprese “giovani” che però non rispettano il requisito del fatturato.