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Dal sito in tilt ai ritardi sulla cassa integrazione ai furbetti del bonus Iva: i passi falsi dell’Inps a guida Tridico



PRESIDENTE «SOTTO PROCESSO»

Negli ultimi mesi, caratterizzati dall’emergenza Coronavirus e dalla crisi economica che a seguito del lockdown ha colpito duramente famiglie, lavoratori e aziende sono almeno tre i casi in cui l’Inps ha registrato difficoltà, in primo luogo gestionali

di Andrea Carli

La carica contro i furbetti del bonus Covid

Negli ultimi mesi, caratterizzati dall’emergenza Coronavirus e dalla crisi economica che a seguito del lockdown ha colpito duramente famiglie, lavoratori e aziende sono almeno tre i casi in cui l’Inps ha registrato difficoltà, in primo luogo gestionali

5′ di lettura

L’appeal mediatico dell’audizione, in diretta streaming, alla vigilia di Ferragosto, del presidente dell’Inps Pasquale Tridico sul tema del giorno, politicamente scottante, del bonus in favore dei lavoratori autonomi ottenuto anche da parlamentari e amministratori locali non ha perso di intensità a seguito della rivelazione, nelle ore che hanno preceduto l’intervento del professore di politica economica all’Università Roma Tre, del nome del terzo deputato “furbetto” che ha ottenuto il sostegno destinato alle partite Iva travolte dalla crisi economica scaturita dall’emergenza Coronavirus.

I tre passi falsi dell’Inps nell’emergenza Coronavirus

L’attesa manifestata tanto dalla politica quanto dall’opinione pubblica nei confronti dell’intervento a Montecitorio del numero uno del principale ente di previdenza italiano era giustificata anche dal fatto che Tridico si presentava come presidente di un Inps che in più di un’occasione, nei mesi dettati dall’emergenza sanitaria, aveva manifestato qualche punto debole. Dal sito andato in tilt per tre ore il primo di aprile, preso d’assalto da milioni di italiani nel tentativo di aggiudicarsi il sostegno da 600 euro, ai ritardi nei pagamenti della cassa integrazione ordinaria, fino al caso dei “furbetti del bonus Iva” incassato da tre deputati, scoppiato alle porte di Ferragosto, quando il conto alla rovescia per il referendum del taglio dei parlamentari, nell’election day del 20 e 21 settembre, era da tempo iniziato.

Tridico sotto accusa per la presunta “soffiata” alle alte cariche M5s

La vicenda del bonus Iva ha sollevato un polverone politico in chiave referendaria. L’opposizione sospetta che la notizia, che doveva essere nota da tempo trattandosi di bonus arrivati in primavera, sia stata opportunamente rilanciata per animare un sentimento “anticasta” volto favorire il Sì al referendum sul taglio dei parlamentari. Tridico è sotto accusa per la presunta “soffiata” alle alte cariche del Movimento. Davanti alla Commissione Lavoro, il presidente dell’Inps si è difeso: ha ribadito la sua estraneità in merito alla diffusione dei nomi dei politici coinvolti nella vicenda dei bonus Covid. «Chiunque afferma cose del genere – ha detto -, lo fa per fini che mi sfuggono, motivi fantasiosi e accuse infondate da rimandare al mittente. Questa notizia non è uscita dal sottoscritto né direttamente né indirettamente, nel modo più assoluto». E poi, ha aggiunto, «non è purtroppo né la prima né l’ultima volta che ci sono casi di fughe di notizie, come la ex Br che ha ricevuto il reddito di cittadinanza. Su quel caso, l’audit si è concluso. C’è stato un altro caso, con sindacalisti di rilievo che percepivano somme importanti. In alcuni casi sono stati scoperti in altri è difficile». Nei confronti dell’Inps,si aprirà un’istruttoria avviata dal Garante per la privacy sul metodo seguito per il trattamento dei dati di chi ha ricevuto l’indennità Covid e sulla diffusione delle notizie.

Il sostegno per gli autonomi: il sito va in tilt, è il caos

Ma l’Inps del caso “bonus furbetti” è anche l’Inps che nel corso dell’emergenza sanitaria ed economica ha compiuto qualche passo falso. Il 1 aprile scorso, ad esempio, è per l’istituto uno giorno da dimenticare. Migliaia di lavoratori autonomi travolti dall’emergenza economica scaturita dalle misure restrittive per il coronavirus si collegano al sito dell’ente di previdenza fin dalle primissime ore della mattinata. Una valanga di richieste in poche ore. La platea che può accedere al beneficio è di poco più di cinque milioni di persone: commercianti, artigiani e coltivatori diretti, liberi professionisti non iscritti a casse di previdenza obbligatoria, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori stagionali e dello spettacolo.Ciascuno davanti a un pc, la mano sul mouse pronto a cliccare l’icona giusta per vedersi riconosciuto il bonus da 600 euro previsto dal decreto Cura Italia. In molti, però, non riescono ad accedere al portale. Si scatenano le proteste sulle chat e sui social. Il sistema non regge, “va in down”. Poi la decisione di chiudere il sito, e di riaprirlo con orari diversi a seconda che a fare domanda fossero patronati/consulenti o cittadini. Infine, l’ultimo tassello sulla giornata terribile dell’Inps: l’ombra di un attacco hacker. Non solo: il Garante per la privacy Antonio Soro riceve centinaia di segnalazioni da parte di utenti danneggiati. Non si tratta solo di dati anagrafici resi all’improvviso pubblici. Si parla anche di dati sensibili (codici fiscali, numeri di cellulare, email private e certificate eccetera) legati alla domanda per il bonus babysitter che divengono disponibili ad altri utenti.

Cig in deroga, migliaia di lavoratori in attesa

Il decreto Cura Italia riconosce la cassa integrazione d’emergenza, ordinaria e in deroga, per i lavoratori travolti dalla crisi. Ma i ritardi che vengono accumulati nel pagamento di questo ammortizzatore sociale rimangono al centro delle polemiche per diverse settimane. A fine giugno, a quanto si è appreso, il premier Giuseppe Conte ha convocato Tridico per manifestargli tutta l’insoddisfazione per numeri che vedono «troppi italiani ancora in attesa, una situazione inaccettabile», sarebbero state le parole del presidente del Consiglio. Conte si sarebbe detto anche consapevole «del lavoro straordinario» messo in piedi dall’Inps, alle prese con un sistema – quello della Cig- che non era pronto a fronteggiare un’onda d’urto così forte, quella innescata dallo tsunami del Covid, un sistema destinato ad incepparsi alle prese con numeri mastodontici, inattesi. Adesso bisogna «monitorare e vigilare» – sarebbe stata la raccomandazione di Conte a Tridico – sul meccanismo introdotto col dl rilancio, che ha tolto di mezzo il controllo regionale, prevedendo l’anticipo del 40% da parte dello Stato su una previsione del mese entrante: col conguaglio verranno poi pagate le ore effettive. Dopo due ore di confronto, Conte avrebbe esortato il professore a «stare in guardia sui numeri», perché nuovi ritardi non sarebbero concepibili.Interpellato sul tema dei ritardi dell’Inps in occasione dell’audizione davanti alla Commissione Lavoro di Montecitorio, Tridico ha suggerito ai deputati di immaginare «un’autostrada con un flusso normale di auto, poi uno tsunami di macchine in autostrada e, immaginatevi le code. Con il Covid e la cig è stato così. Nonostante questo l’istituto ha pagato 13 milioni di cig a oltre 6 milioni di lavoratori».