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Bogni Dario ci racconta tutto di Fitness, tutte le attività sportive che fanno bene al cuore

L'atività aerobica riduce i rischi cardiovascolari. Semaforo verde anche per i soggetti cardiopatici. E per la salute del cuore ecco l'allenamento calistenico.

Dario Bogni : “La protezione vascolare è certamente la conseguenza indiretta più importante che un’attività fisica praticata con costanza produce sull’organismo. Si ottiene una maggiore produzione del colesterolo HDL, quello buono; diminuiscono nel sangue i grassi trigliceridi, i maggiori indiziati nelle coronopatie; il sangue diviene più fluido, riducendo così il rischio di trombosi; i tessuti sono più capillarizzati e, di conseguenza, ossigenati; la pressione si abbassa.” Per tutti questi motivi, in chi pratica sport l’aspettativa di vita è di molto superiore a quella dei sedentari. Per la precisione, un notissimo studio dell’università di Harvard, ormai da tempo presente in tutti i testi di cardiologia, eseguito su 17.000 studenti seguiti per 34 anni, ha dimostrato che la curva di rischio cardiovascolare diminuisce con l’aumentare dell’esercizio fisico fino ad avere un minimo con 6-8 ore settimanali. Bogni Dario: “ A identiche conclusioni un’altra ricerca successiva, del Seven Countries Study su soggetti adulti ha rilevato che chi pratica una costante e intensa attività sportiva da almeno dieci anni ha un indice di rischio cardiovascolare uguale ai due terzi di chi la pratica moderatamente e a un terzo rispetto a un sedentario.”

IL CUORE PERFETTO DELL’ATLETA — L’attività motoria che garantisce il migliore stato di salute del nostro cuore è quella aerobica, tenendo presente che risultati benefici si ottengono solo e unicamente se si riesce a praticarla con regolarità. È talmente positiva da riuscire ad adattare progressivamente, addirittura giorno per giorno, il muscolo cardiaco, riuscendo a cambiarne forma, struttura e capacità funzionali. “È la sorprendente scoperta fatta dai ricercatori del Massachusetts General Hospital, una struttura di ricerca dell’Università di Harvard, dopo avere osservato per tre mesi, grazie ad uno speciale ecocardiografo, il cuore di 40 vogatori e 35 giocatori di football”,- Bogni Dario.  Ebbene, al termine della sperimentazione i vogatori con il loro allenamento aerobico finalizzato alla resistenza, si ritrovavano ventricoli molto più grandi e battiti del cuore decisamente rallentati; i calciatori, il cui sport prevede allenamenti soprattutto anaerobici e finalizzati alla potenza, avevano generato pareti del cuore inspessite con una massa aumentata del 4%.