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“Minori e alcol, problema grave” – Corriere dell’Umbria



Francesca Marruco

30 giugno 2020

Il posto fisso in centro storico potenziato su tre turni, quello alla stazione di Fontivegge che diventerà un luogo di accentramento per la partenza dei servizi interforze, la vendita di droga che è “ancora troppa” e poi la movida, che il questore di Perugia, Antonio Sbordone, non esita a definire “fuori controllo”. Nella visita alla redazione del Corriere dell’Umbria di ieri pomeriggio sono stati molti i temi trattati, dal lockdown al controllo del territorio perugino, fino alla imminente edizione speciale di Umbria Jazz per cui va trovata la quadra. Per quanto riguarda il posto fisso in piazza Danti, Sbordone evidenzia che “è già potenziato da qualche giorno e aperto fino alle una di notte, tranne la domenica. Quando è chiuso c’è un citofono che mette in collegamento gli utenti con la questura”. Il posto fisso di Fontivegge, che in realtà non è mai stato tale per carenza di personale e per inadeguatezza degli spazi, lo stesso Sbordone lo definisce un “pasticcio” diverrà un “punto di concentramento da cui partiranno i servizi interforze. Sarà frequentato da tutte le forze di polizia, ma non può essere aperto al pubblico sempre. Anche lì comunque abbiamo messo un citofono che metterà gli utenti in collegamento con gli agenti della polfer e finalmente, nei giorni scorsi, è stato anche formalmente consegnato alla polizia”.E sulla movida, che in queste ultime settimane ha fatto dormire sonni niente affatto tranquilli a istituzioni e forze dell’ordine, il questore auspica “che tutti facciano qualcosa in più”. “Io – racconta – sono rimasto molto colpito dall’uso smodato di alcol da parte dei minorenni. Per questo vanno presi provvedimenti pesanti, come quello adottato nei confronti del bar che abbiamo chiuso. Ma non basta e in questa fase, in cui ancora sono vietati gli assembramenti, è molto complicato gestire la situazione”. Sempre sulla movida, Sbordone dice di aver apprezzato quei locali che si sono muniti di persone addette al controllo dei documenti, ma non nega che “fatta la legge, trovato l’inganno: va un maggiorenne e lo prende per tutti”. Il questore, che ha guidato anche l’ufficio di Modena, porta ad esempio l’organizzazione che c’è lì: “La movida è distribuita in diversi punti della città, mentre qui è accentrata in due punti, e ci sono degli steward per fare informazioni e indicazioni. Non può gestire tutto la polizia e non è neanche giusto che la movida venga militarizzata”. Va indirizzata. O si deve aspettare che passi il momento. “Secondo me -aggiunge – molta parte della litigiosità riscontrata ultimamente è stata causata dal lockdown”. E su questo tema loda il comportamento dei giovani che “hanno dato una grande prova”. Quanto all’emergenza Covid 19 la sanità, “l’ha gestita molto bene. A volte, da cittadino, ho pensato che fosse in modo anche troppo severo, ma effettivamente i risultati ci sono”. Quanto al compito affidato alle forze dell’ordine in lockdown, racconta: “Ho vissuto con imbarazzo l’attività che abbiamo dovuto fare, per fortuna viviamo in un paese in cui non si deve chiedere alle persone dove vanno e cosa fanno. Ma devo dire che gli umbri si sono comportati molto bene”. Capitolo Umbria Jazz per l’edizione speciale tanto desiderata da perugini e non solo per cui oggi si terrà un tavolo tecnico in questura. L’organizzazione ha presentato un progetto per la gestione dei concerti, ma a preoccupare Prefetto e questore sono le troppe persone fuori dalla zona della kermesse. “Noi – dice in proposito Sbordone – dobbiamo fare rispettare la legge, che vieta ancora gli assembramenti, ma di certo non ci dimentichiamo di quanto la città ne abbia bisogno”. E infine, sul’arrivo del neo procuratore, Raffaele Cantone, dice: “Sono certo che la sua grandissima esperienza sarà un valore aggiunto”.