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Caos autostrade liguri, ecco le nuove regole del Mit: verifiche più veloci nelle gallerie



VERTICE CON ASPI

Il presidente della Liguria Toti ha annunciato che stretto giro sarà firmata un’ordinanza regionale che dispone a Mit e Aspi di «rivedere il piano di lavori in corso nelle autostrade liguri incompatibile con la sicurezza, il diritto alla mobilità, il diritto alla libertà di impresa». La denuncia delle imprese

(foto Ansa)

Il presidente della Liguria Toti ha annunciato che stretto giro sarà firmata un’ordinanza regionale che dispone a Mit e Aspi di «rivedere il piano di lavori in corso nelle autostrade liguri incompatibile con la sicurezza, il diritto alla mobilità, il diritto alla libertà di impresa». La denuncia delle imprese

3′ di lettura

Verifiche più rapide nelle gallerie delle autostrade liguri. È questa la linea emersa in occasione dell’incontro che si è tenuto domenica 28 giugno al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti tra i tecnici del Mit e Autostrade per l’Italia. Lo stesso giorno ha registrato disagi per gli automobilisti che hanno deciso di raggiungere le località di mare della Liguria. Cantieri e ispezioni per la messa in sicurezza delle galleria hanno infatti rallentato pesantemente la circolazione. Sei chilometri di coda sulla A10 Genova Ventimiglia, tra Spotorno e Savona, due tra Varazze e Arenzano, quattro tra Rapallo e Recco. Caselli chiusi, tratte a una corsia, code interminabili.

Toti annuncia ordinanza contro piano Mit

Il presidente della Liguria Giovanni Toti ha sollecitato Mit e Aspi a modificare il piano di controlli e lavori in corso nella rete autostradale ligure. «Stiamo ore in coda perché a qualcuno è venuto in mente che dopo 30 anni di mancati lavori e due anni dal crollo del ponte Morandi passati invano, oggi bisogna fare tutti i lavori in 60 giorni», ha sottolineato. Toti ha poi annunciato che stretto giro sarà firmata un’ordinanza regionale che dispone a Mit e Aspi di «rivedere il piano di lavori in corso nelle autostrade liguri incompatibile con la sicurezza, il diritto alla mobilità, il diritto alla libertà di impresa». Per affrontare il caos che stanno creando cantieri e ispezioni alle gallerie autostradali, l’ufficio di presidenza di Anci Liguria ha chiesto e ottenuto un incontro in videoconferenza con la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli: sarà dommani, martedì 30 giugno.

Aspi si è impegnata a verificare le gallerie entro il 10 luglio

Dal vertice tra Mit e Aspi sono emerse – secondo la ricostruzione fornita da una nota del Mit – azioni condivise: verifiche più rapide sullo stato di sicurezza delle gallerie, anche attraverso tecniche non invasive, nessuna chiusura dell’A26 e prime aperture a partire dal 3 luglio. Contestualmente, per le gallerie non ispezionate si procederà a verifiche strumentali indirette che consentiranno di acquisire una conoscenza sullo stato di sicurezza, garantendo il transito del traffico veicolare. Inoltre questo metodo di indagine non renderà necessaria la chiusura dell’autostrada A26, che sarà interrotta soltanto nelle ore notturne. «Una modalità – si legge nel documento del Mit – che risulta più rispondente alle esigenze di mobilità della Regione Liguria. A partire dal 3 luglio verranno progressivamente liberate le arterie stradali dai cantieri con l’obiettivo di arrivare al 10 luglio garantendo su tutta la rete viaria ligure due corsie aperte». Aspi, ha concluso il Mit, ha confermato l’impegno portare a termine entro il 10 luglio prossimo le attività di verifica che riguardano complessivamente 147 gallerie. Nei giorni che hanno preceduto l’incontro al ministero, Autostrade per l’Italia ha messo in evidenza che i controlli nelle gallerue «vengono eseguiti sulla base delle prescrizioni giunte dal Mit e sono basate sul rispetto della normativa vigente».

La denuncia delle imprese

Il mondo imprenditoriale e delle professioni genovese, con in testa Confindustria e Camera di commercio, ha detto basta al disastro infrastrutturale che, con la débacle del sistema autostradale ligure, bloccato in questi giorni da decine di cantieri aperti e tratte chiuse, sta minando, oltre alla logistica delle merci, perfino la ripresa turistica post Covid della regione. Una situazione a cui si aggiungono opere non finite o non avviate e il nodo della concessione per l’apertura del nuovo ponte di Genova. Il mondo produttivo non ne può più; e per questo ha redatto il Libro bianco sulle infrastrutture liguri per uscire dall’isolamento, che sarà firmato venerdì dalle associazioni di categoria e dai sindacati e sarà poi recapitato al presidente del Consiglio e al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. Un testo in cui, tra l’altro, si chiederà, per la Liguria la perequazione infrastrutturale.

Rixi (Lega): misura colma, urgono risposte precise

«Siamo arrivati alla fine di giugno, termine entro il quale Aspi aveva assicurato nel crono programma presentato agli enti locali, che si sarebbero conclusi i lavori sulla rete ligure. Invece la Liguria è ancora isolata, prigioniera dei cantieri, con code infinite, incidenti, disagi incalcolabili per liguri e turisti – ha sottolineato il deputato della Lega e responsabile Infrastrutture Edoardo Rixi -. Il lockdown, grazie ad Aspi e Mit, per la Liguria continua con danni enormi all’economia locale, al primo porto del Paese e al turismo. La misura è colma: urgono risposte precise e non più procrastinabili, senza ricatti sulla sicurezza. Se non arriveranno, auspico una mobilitazione di tutti i sindaci della Liguria, al di là degli schieramenti politici, per fare sentire la voce dei liguri a Roma».