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Busta con proiettile al presidente di Confindustria Bergamo Stefano Scaglia



recapitata all’eco di bergamo

Busta con proiettile e lettera minatoria a firma dei “Nuclei proletari lombardi”

(ANSA)

Busta con proiettile e lettera minatoria a firma dei “Nuclei proletari lombardi”

2′ di lettura

Una busta con proiettile e una lettera minatoria rivolta al presidente di Confindustria Bergamo Stefano Scaglia a firma dei “Nuclei proletari lombardi” è stata recapitata all’Eco di Bergamo. Nei giorni scorsi due buste con proiettili indirizzate al presidente degli industriali lombardi Marco Bonometti, ora sotto scorta, erano state recapitate alla sede di Confindustria Bergamo. “Dove non arriva il Covid arriviamo noi” è parte del testo della missiva rivolta a Scaglia pubblicata sul sito del quotidiano bergamasco.

La lettera, riporta l’Eco di Bergamo sul proprio sito, era indirizzata al direttore Alberto Ceresoli. «Il signor Stefano Scaglia di Confindustria – è quanto scritto a computer – sappia che non dimentichiamo mai. Una bara in più non si nega a nessuno mai o lui o un suo familiare. Sempre solo questo potrà ridare dignità a chi è morto sul lavoro. Dove non arriva il Covid arriviamo noi». Il direttore del quotidiano ha avvisato la polizia che ha sequestrato lettera, busta e proiettile. Dell’indagine si occupa la Digos.

Confindustria Bergamo e «tutti i suoi associati esprimono – in una nota – la massima solidarietà e vicinanza al presidente Stefano Scaglia per la gravissima minaccia, recapitata all’Eco di Bergamo». «Purtroppo – evidenzia Confindustria Bergamo – il clima di odio verso l’impresa e gli imprenditori, ingiustamente fomentato in queste ultime settimane, ha portato a questi risultati». Confindustria Bergamo auspica che «si torni a un clima di confronto civile e che vengano abbandonati toni e minacce tanto anacronistiche quanto inconcludenti». «È solo una rinnovata unità di intenti fra tutte le forze sociali ed economiche che permetterà di superare il difficile momento storico che stiamo attraversando e garantirà la tenuta sociale dell’Italia e la creazione di una nuova stagione di benessere per tutti», conclude Confindustria Bergamo.