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Acquisto di crediti deteriorati delle imprese e usura: il business della criminalità organizzata nel post lockdown



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Il secondo report dell’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sui rischi di infiltrazione nel tessuto sociale ed economico, istituito presso la direzione centrale della Polizia Criminale evidenzia che la porta d’ingresso più pericolosa nell’economia da parte della criminalità organizzata è costituita dai mercati finanziari

di An.Ga.

Il secondo report dell’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sui rischi di infiltrazione nel tessuto sociale ed economico, istituito presso la direzione centrale della Polizia Criminale evidenzia che la porta d’ingresso più pericolosa nell’economia da parte della criminalità organizzata è costituita dai mercati finanziari

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Dal turismo e ristorazione ai servizi, dal settore sanitario a quello dei rifiuti, dai giochi e scommesse alla gestione di impianti sportivi e palestre, alla distribuzione e commercio di generi alimentari, all’autotrasporto, all’industria manifatturiera, a quella dell’energia, immobiliare, al commercio e noleggio di autoveicoli, fino alla grande finanza. È l’ampio ventaglio di settori produttivi e commerciali verso cui è rivolta l’attenzione della criminalità organizzata nel post-lockdown descritto dal secondo report dell’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sui rischi di infiltrazione nel tessuto sociale ed economico, istituito presso la direzione centrale della Polizia Criminale.

Il rischio legato all’acquisto di crediti deteriorati delle imprese Il primo report aveva già offerto uno spaccato generale, nazionale ed internazionale, sui fenomeni criminali nel periodo di lockdown. Ora il secondo report evidenzia che la porta d’ingresso più pericolosa nell’economia da parte della criminalità organizzata è costituita dai mercati finanziari, con il grave rischio legato all’acquisto di crediti deteriorati delle imprese che gravano sugli asset bancari. Pericolo che, se era già presente prima della pandemia, aumenta in modo esponenziale nell’era del Covid-19 laddove è evidente la grave crisi economica e finanziaria che attraversa l’economia nazionale.

La diffusione dell’usura In questa fase, è diffuso anche il fenomeno dell’usura con un forte impatto sociale, interessando spesso gli strati più deboli della società. «Un fenomeno che – si legge nel rapporto – incide notevolmente sulla percezione della sicurezza in quanto le manifestazioni criminali ad essa collegate sono connotate talvolta da forte aggressività. Genera, inoltre, effetti dannosi sull’economia, mortificando l’iniziativa economica privata (in particolare delle imprese più piccole), creando un rapporto di dipendenza verso il mondo criminale ed offrendo alla malavita spazi di illecito arricchimento, di reinvestimento, di riciclaggio ed infiltrazione nel tessuto economico».

Il problema del sovraindebitamento Tra le condizioni che favoriscono l’inserimento nel circuito dell’usura – si legge ancora nel report – può annoverarsi talvolta il «sovraindebitamento», che può scaturire sia dall’incapacità nella gestione dei propri affari o dalla sopravvalutazione della propria capacità reddituale, sia da fattori imprevedibili, come nel caso della attuale fase pandemica, che comportano la contrazione delle entrate o l’aumento delle spese. L’usura è, infatti, una manifestazione criminale complessa che può assumere forme diverse: è praticata da professionisti, imprenditori, commercianti, come attività speculativa collaterale rispetto ad altre forme di investimento lecito; può costituire, inoltre, uno degli strumenti di penetrazione nelle strutture vitali della società civile da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso che vi fa ricorso per perseguire scopi di più alto profitto.

Piccoli commercianti nel mirino In particolare, come evidenzia il report, la modalità maggiormente pervasiva di infiltrazione nel tessuto economico si realizza attraverso «l’elargizione di prestiti di denaro a titolari di attività commerciali di piccole-medie dimensioni in difficoltà (sulle quali si struttura l’economia di molti centri urbani) da parte dei sodalizi delinquenziali che mirano a subentrare nella proprietà o nella gestione delle imprese più deboli, trasformandole in uno strumento per riciclare e reimpiegare capitali illeciti». Nell’attuale fase emergenziale, le organizzazioni criminali, e la ‘ndrangheta in particolare, «mostrano flessibilità nel diversificare i settori d’interesse per massimizzare i profitti, come già emerso nella fase di lockdown».