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Sequestrato depuratore dell’impresa La Doria per inquinamento del fiume Sarno



IMPRESA QUOTATA

L’azienda conserviera ha già presentato istanza di dissequestro e si dichiara estranea ai fatti contestati

di Vera Viola

(Luigi Narici / AGF)

L’azienda conserviera ha già presentato istanza di dissequestro e si dichiara estranea ai fatti contestati

3′ di lettura

I carabinieri della stazione forestale di Sarno (Salerno) hanno sequestrato un impianto di depurazione dell’ impresa conserviera “La Doria s.p.a” a ridosso del fiume Sarno. Il provvedimento è scattato nell’ambito dei controlli in corso da alcune settimane sugli scarichi industriali e civili, che finiscono nel fiume e nei suoi affluenti. Il Sarno è considerato il corso d’acqua più inquinato d’Europa.

Il provvedimento del Tribunale di Nocera Inferiore Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dal Tribunale di Nocera Inferiore e ha interessato le vasche situate a valle dell’impianto di depurazione del sito produttivo, nelle quali erano – secondo gli inquirenti – illecitamente depositati rifiuti liquidi e fanghi. Sotto sequestro anche l’impianto di osmosi e filtrazione dell’ impresa, poiché durante il ciclo industriale le acque provenienti dalla fabbrica, a quanto sembra , venivano scaricate direttamente nel Rio Foce, affluente del fiume Sarno, che ricade nel parco Regionale dell’area, senza che fossero sottoposte ai prescritti trattamenti di depurazione. Nel dettaglio, a seguito degli accertamenti condotti dal reparto Carabinieri, dal Dipartimento Provinciale di Salerno , dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Campania e dall’ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno, il titolare dell’indagine il sostituto Procuratore della Procura, dott.ssa Anna Chiara Fasano, ha richiesto l’emissione del provvedimento di sequestro accolta dal Gip.

L’azienda: «Proveremo l’estraneità ai fatti contestati» La Doria S.p.A.con un comunicato ha fatto sapere: «In relazione al comunicato stampa emesso dal Procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore avente ad oggetto il sequestro preventivo di porzione del depuratore delle acque reflue dello stabilimento di Sarno, tiene a precisare che in data odierna ha già provveduto, tramite i suoi legali, a presentare istanza di dissequestro al Tribunale di Nocera Inferiore e richiesta di riesame al Tribunale della Libertà di Salerno poiché è in possesso di una serie di documenti che il Pm e il Gip non hanno potuto esaminare, comprovanti la totale estraneità dell’azienda ai fatti contestati e più in generale ai fenomeni di inquinamento del fiume Sarno. I vertici della società ripongono piena fiducia nell’operato della magistratura, offrendo la massima collaborazione per l’accertamento dei fatti».

Il ministro Costa: “Tolleranza zero” «Tolleranza zero per chi inquina il fiume Sarno. Siamo con il fiato sul collo dei responsabili di questi scempi e non abbiamo intenzione di fare sconti a nessuno». Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nel commentare il nuovo sequestro effettuato nell’ambito della campagna di controlli sugli scarichi industriali e civili nel fiume Sarno e nei suoi affluenti. «Questo è un attacco al territorio – aggiunge il ministro –, un’offesa ai cittadini e a tutti quegli imprenditori che con grandi sacrifici portano avanti le proprie aziende nel pieno rispetto delle regole e del territorio che li ospita». «Negli ultimi mesi, e soprattutto con la fine del lockdown – conclude – ho ricevuto tantissime segnalazioni, fotografie e denunce di cittadini. L’attenzione è alta, segno che la sensibilità ambientale è cambiata, c’è maggiore consapevolezza che il territorio in cui viviamo bisogna amarlo e rispettarlo, denunciando ogni scempio ai danni della natura».

La Doria prima impresa quotata del Sud Italia Nei primi tre mesi La Doria ha registrato risultati in forte miglioramento rispetto all’analogo trimestre del 2019 e superiori alle previsioni. La società ha registrato un fatturato in forte crescita per effetto dell’aumento dei volumi venduti a seguito del picco di domanda proveniente dai clienti sia italiani che esteri registrato, in particolare, nel mese di marzo con la diffusione della pandemia da Covid-19. I ricavi consolidati hanno raggiunto quota 213,9 milioni in progresso del 16,4%. L’utile netto a quota 12,1 milioni di Euro (erano 2 milioni a marzo 2019). La Doria, nei suoi 6 stabilimenti industriali italiani, tra Emilia Romagna, Campania e Basilicata, con circa 800 dipendenti produce oltre ai derivati dal pomodoro anche conserve di legumi, succhi di frutta e sughi pronti con un giro d’affari di 718 milioni euro circa (20% Italia, 80% estero).