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Pmi, allarme liquidità: quasi l’80% ha richiesto una delle misure del Governo



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Lo rivela uno studio di Cna su un campione di 6.800 tra piccole e medie imprese. Tempi lunghi per i prestiti garantiti, bene invece la moratoria

di Filomena Greco

Lo rivela uno studio di Cna su un campione di 6.800 tra piccole e medie imprese. Tempi lunghi per i prestiti garantiti, bene invece la moratoria

2′ di lettura

In primo piano l’allarme liquidità per le imprese, a cominciare da quelle di piccole dimensioni. In questo quadro Cna cura uno studio per capire se e quanto sono state efficaci le misure messe in campo finora dall’Esecutivo. La rilevazione ha interessato un campione di 6.800 tra piccole e medie imprese, con l’obiettivo di verificare efficacia ed efficienza degli interventi. Una prima risposta arriva dalla quota di aziende e ditte individuali che hanno fatto ricorso ad almeno una delle misure introdotte nelle settimane scorse.

Più difficile invece verificare l’efficienza degli interventi viste le difficoltà sorte in fase di elaborazione delle richieste, di tempi di risposta del sistema bancario e di appetibilità di alcune misure varate dal Governo. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, tra il 75% e l’80%, le imprese si sono mosse di propria iniziativa, confermando che l’esigenza di recuperare risorse finanziarie rappresenta una priorità assoluta.

Le tre misure in campo L’indagine di Cna ha interessato sostanzialmente le tre misure introdotte dal Governo per sostenere il recupero di liquidità da parte del sistema economico italiano: la moratoria introdotta dall’articolo 56 del decreto legge 18/2020, che consente a imprese e ditte individuali il congelamento fino al 30 settembre delle linee di credito in conto corrente, dei finanziamenti per anticipi su titoli di credito, delle scadenze di prestiti a breve e delle rate dei prestiti e dei canoni in scadenza; il Decreto Liquidità (23/2020) che ha introdotto il sistema di garanzia pubblica per importi fino a 25mila euro o fino a 800mila con l’intervento di un Confidi; infine la misura sulla rinegoziazione dei finanziamenti, introdotta sempre dal Decreto Liquidità.

In particolare, oltre il 53% del campione ha fatto richieste di credito aggiuntivo, avvalendosi delle misure di potenziamento del Fondo di Garanzia per le Pmi, il 47,6% ha scelto di ricorrere alla moratoria per controllare i flussi finanziarie mentre poco più del 13% delle imprese ha avanzato alle banche richieste di rinegoziazione del debito.

Come sono andate? Poco meno della metà delle imprese sentite ha fatto ricorso alla moratoria introdotta dal Dl 18/2020 e questa è stata sicuramente la misura applicata in maniera più agevole. Il 40,5% degli intervistati infatti dichiara di non avere avuto difficoltà a contattare la banca mentre sulla tempestività con cui gli istituti di credito hanno licenziato le richieste presentate, la quota di imprese che valuta positivamente i tempi impiegati supera di quasi 10 punti quella di chi invece esprime un giudizio negativo, pari a circa un terzo del campione.