Premi "Invio " per saltare al contenuto

Coronavirus, ecco l’indice Rt della tua regione



oscillazione sul territorio

Non è una pagella, ma uno strumento dinamico che ci aiuta a capire cosa succede. E va letto con altri dati

di Nicoletta Cottone

Covid-19: quanto resiste il virus sulle superfici, dalle mascherine all’acciaio

Non è una pagella, ma uno strumento dinamico che ci aiuta a capire cosa succede. E va letto con altri dati

2′ di lettura

«C’è una grande oscillazione dell’indice Rt di contagio sul territorio. Ma l’Rt non è una pagella, ma uno strumento dinamico che ci aiuta a capire cosa succede. E va letto con altri dati». Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa settimanale all’Iss sull’andamento dell’epidemia di Covid-19, vuole chiarezza. Sotto la lente l’Rt, il parametro che indica la trasmissibilità della malattia. Perchè si tratta di un dato molto sensibile, che in regioni piccole scatta in alto anche per pochi casi. E ha creato non poche polemiche.

Rt sotto 1 in tutte le regioni tranne Val d’Aosta L’indice di contagio Rt è segnalato sotto il valore 1 in tutte le regioni italiane tranne in Val d’Aosta, dove si registra un valore pari a 1,06. Il dato emerge dal report settimanale del monitoraggio sulla fase 2 dell’Iss. Per la Val d’Aosta si tratta di una oscillazione momentane. Questa settimana sopra l’1 c’è solo la Valle d’Aosta, che segna 1,06, contro lo 0,38 della scorsa settimana. Come spiegato nel corso della conferenza stampa presso l’Istituto superiore di sanità «si considera l’indice una oscillazione momentanea». L’indice Rt più basso si registra in Calabria, con lo 0,17: la scorsa settimana era a 0,34.

Come varia l’Rt La scorsa settimana sul dato elevato di Umbria e Molise era stato necessario un chiarimento. Perché il movimento di un singolo indicatore, aveva spiegato l’Iss, « è un segnale che va interpretato con cautela in regioni comunque caratterizzate da un basso numero complessivo di casi». Anche piccole oscillazioni nei numeri, dovute verosimilmente a un aumento dei tamponi eseguiti, «possono comportare variazioni in singoli parametri particolarmente sensibili quali appunto l’Rt».

Sotto la lente 21 indicatori Il ministero della Salute ha messo in atto un monitoraggio ad hoc sulla malattia, con 21 indicatori che analizzano da una parte la capacità di monitoraggio e di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti, dall’altra i risultati sulla stabilità di trasmissione e sulla tenuta dei servizi sanitari. . Dati che vanno letti nel loro insieme, ha spiegato l’Iss, «come una fotografia della situazione e della capacità di risposta».

I dati delle regioni: ecco chi sale e chi scende L’indice più alto, escludendo la Valle d’Aosta, si registra in Abruzzo con lo 0,86 (la scorsa settimana era 0,45). Salgono anche Basilicata (a 0,63, era 0.27), Molise (a 0,51 da 0,34), Sicilia (a 0,69 da 0,54), Toscana (0,59 da 0,39), Veneto (0,56 da 0,41). Leggero incremento per la Sardegna (0,27 da 0,24), per la Liguria (0,52 da 0,48), per la provincia autonoma di Trento (0,77 da 0,75). Scendono Bolzano (a 0,45, era a 0,56), Calabria (a 0,17 era a 0,34), Emilia Romagna (0,49 da 0,60), Friuli Venezia Giulia (0,63 da 0,86), Lazio (0,71 da 0,74), Lombardia (0,51 da 0,62), Marche (0,48 da 0,55), Piemonte (ora 0,39 da 0,58), Puglia (0,58 ora da 0,72), Umbria (0,53 da 1,23), Campania (0,45 da 0,58).