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Allo scoppio del Covid-19 nelle carceri oltre 10.200 detenuti in più rispetto alla capienza



Al 15 maggio 3.282 persone ai domiciliari Dal 16 aprile in poi, sottolinea l’indagine, il clima cambia. «Si pone il tema delle scarcerazioni di persone appartenenti alla criminalità organizzata». Dal 16 aprile al 15 maggio le presenze in carcere calano di 77,3 presenti al giorno, meno della metà di prima. Il Garante nazionale riferisce che le detenzioni domiciliari concesse dopo il 18 marzo erano al 15 maggio 3.282 in tutto, e in 919 casi era stato adottato il braccialetto elettronico. Sono persone condannate per reati non gravi con meno di 18 mesi da scontare.

Il 41-bis: al 18 maggio, a 4 detenuti detenzione domiciliare per salute Al 18 maggio sono 4 i detenuti al 41-bis a cui è stata concessa la detenzione domiciliare per motivi di salute. In tutto i detenuti al 41-bis sono 747 (di cui 12 donne), 390 hanno una condanna definitiva. L’età media è di 55 anni, il 35% (263) ha oltre 60 anni. Sono stati scarcerati 494 reclusi in alta sicurezza di cui 253 erano in attesa di giudizio; degli altri 245 sei sono stati scarcerati grazie alle misure previste dal “Cura Italia” per decisione del magistrato di sorveglianza. In tutto i detenuti sottoposti al regime di alta sicurezza (AS3) sono 9.014 (8.796 uomini e 218 donne) divisi in 55 istituti. In AS2 sono 84 in totale di cui 52 per terrorismo islamico. Degli 84 in totale 75 sono uomini e 9 donne (in calo del 20% rispetto al 2018).

Le carceri ad oggi più affollate: Larino, Taranto e Latina Secondo Antigone ad oggi risulta critica la situazione nelle carceri di Larino (194,7%), Taranto (187,6%) e Latina (179,2%). E anche nelle regioni più a rischio ci sono carceri come Como (161,4%), Pordenone (156,8%), Vigevano (148,7%), Busto Arsizio (148,3%) o Tolmezzo (148,3%) che destano ancora grande preoccupazione.

I contagi nelle carceri I primi casi di contagio nelle carceri si sono registrati a partire da metà marzo e attualmente, come riferisce il Garante nazionale, sono 119 icontagiati tra le persone detenute di cui 2 in ospedale, mentre sono 162 i contagi tra il personale. Anche in questo caso la situazione è però molto disomogenea. Nella maggior parte degli istituti, non si è verificato nemmeno un caso di contagio ma a Verona ad esempio si è parlato di 29 casi di Covid-19, a Torino di 67, numeri altissimi se paragonatial resto del paese.

I detenuti stranieri diminuiscono del 4,36% negli ultimi 11 anni Al 31 dicembre 2019 i detenuti stranieri nelle carceri italiane erano 19.888, essendo diminuiti di 4,36 punti percentuali e 1.674 unità in undici anni. La percentuale degli stranieri detenuti sul totale degli stranieri residenti nel Paese cala dal 0,6% del 2008 al 0,4% del 2019. Le nazioni più rappresentate in carcere sono Marocco (18,4% del totale degli stranieri detenuti), Romania (12%, in calo progressivo), Albania (12,1%), Tunisia (10,2%), Nigeria (8,4%). Gli stranieri accedono in misura inferiore, in termini percentuali, anche alle misure alternative: costituiscono il 17,5% delle persone prese in carico dal sistema dell’esecuzione penale esterna. Anche qui le nazionalità più rappresentate sono Marocco, Albania, Romania, Tunisia e Nigeria. I dati su reati e pene ci dicono che gli stranieri commettono generalmente reati meno gravi e vengono condannati a pene meno severe. I delitti maggiormente commessi riguardano la violazione della legge sugli stupefacenti (35,8%). La percentuale scende al 30,97% se guardiamo ai reati contro la persona e al 2,4% per l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Gli stranieri condannati all’ergastolo costituiscono il 6,2% del totale dei detenuti ergastolani. È rappresentato da stranieri invece il 44,5% del totale di coloro condannati a una pena inferiore a un anno.